Restaurato il "Crocifisso Giambologna"

Ricollocato sull'altare della Chiesa di S. Egidio

Ultimo aggiornamento:15/07/2019 10:47:07

Dopo la presentazione di giovedì 27 giugno, torna sull'altare della Chiesa di S. Egidio il Crocifisso in cartapesta attribuito a Giambologna. Presenti all'inaugurazione il Direttore Sanitario dell'AUSL Toscana Centro Dr. Emanuele Gori, della Cons. Titta Meucci su delega dell'Assessore Stefania Saccardi e del Dott. Claudio Paolini (Responsabile area funzionale Educazione e Ricerca - Responsabile storico dell'arte per il quartiere di Santa Croce - SABAP città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato).

In occasione della cerimonia di presentazione del restauro, il Cristo Crocifisso è stato collocato sopra una tavola in legno, davanti l’altare della Chiesa di S.Egidio, per dare la possibilità ai presenti di osservarlo da vicino nei suoi particolari. Solo a fine cerimonia è stato issato nella sua posizione d’origine, alle spalle dell’altare maggiore.

Il complesso lavoro di restauro, durato circa 18 mesi, è stato interamente finanziato dal Rotary Club Firenze Valdisieve, per un importo complessivo di 15.000 euro,  con il quale la fondazione Santa Maria Nuova onlus ha firmato un protocollo d’intesa per fissare i reciproci impegni.

Il restauro condotto abilmente dalla dottoressa Anna Fulimeni ha rilevato un’opera di altissima qualità, quasi completamente dimenticata sia a causa della sua esposizione a notevole altezza, sia per le pesanti ridipinture che avevano stravolto totalmente il modellato di grande raffinatezza esecutiva. Numerosi rilievi effettuati sul Crocifisso di S. Egidio e su quello che il Giambologna aveva realizzato nel 1598 per la propria cappella funeraria in Santissima Annunziata hanno evidenziato come ambedue le opere, una in bronzo l’altra in cartapesta, siano state realizzare dalla stessa forma approntata dal maestro. Non solo, sullo stesso Crocifisso del Sant’Egidio si ritrovano similitudini di forma con altre opere realizzate dal maestro, una conservata nella Chiesa di San Michele a Monaco e l’altra sull’altare della cattedrale di Pisa. Pertanto a seguito di un’attenta analisi si può affermare che l’esecuzione materiale della cartapesta sia attribuita ad uno dei più qualificati collaboratori ed eredi della scuola del Giambologna.

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